La storia

Sappiamo che si trattò della festa per il 24esimo compleanno del principe Leopold di Anhalt-Köthen. E sappiamo anche che si trattò di un compleanno particolarmente sfarzoso, con balli, musica e con rappresentazioni teatrali. E sappiamo che Johann Sebastian Bach compose una serenata per celebrare la festa e che a cantare venne invitato il basso più famoso del teatro di Amburgo, Gottfried Riemschneider. Di questa composizione ci è rimasto il libretto ma… non la musica. Bach però come quasi tutti i compositori riutilizzava le sue pagine migliori, adattandole ad un altro testo. E allora, ci siamo messi a cercare! Ed ecco che dopo anni di lavoro vi presentiamo quella che, probabilmente, fu la Serenata eseguita la sera del 10 dicembre del 1718 per il principe Leopold. Un musicologo, un musicista, un compositore, un traduttore e… tanta passione, sono gli ingredienti che ci consentono, finalmente, di rivivere  quel momento magico di musica e splendore che stupì gli invitati della corte di Köthen 325 anni fa.

E di condividerlo con voi!

Il gruppo di lavoro

Fabio Bonizzoni

Karl Böhmer, che insegna alla Hochschule für Musik di Mainz, è stato il primo ispiratore di questa ricostruzione. La sua collaborazione con Fabio Bonizzoni è di lunga data e, assieme, essi hanno lavorato a varie ipotesi sulla possibile forma originale di questa Serenata. Far dialogare le ipotesi musicologiche con la pratica musicale è un’operazione complessa e affascinante, e solo un team davvero affiatato può avere successo in questo campo. Conoscenza, oltre che sapienza, e stima reciproca sono stati gli ingredienti indispensabili per la riuscita di questa ricostruzione.

Jörn Boysen

Ma che fare con le, poche, pagine non ricostruibili? Quelle di cui veramente non si è potuto trovare traccia? Farle scrivere! Ed ecco che il compositore e musicista Jörn Boysen è stato chiamato a colmare le lacune del testo bachiano, facendolo con una maestria senza pari. Riuscendo a entrare in simbiosi con la musica sopravvissuta e dandoci pagine che si fondono magicamente con quelle autografe. Infine, volevamo ridare fruibilità anche al testo di questa Serenata, testo scritto in un tedesco arcaico, e ostico.

Magistralmente vi è riuscito Carlo Vitali, che ancora una volta ringraziamo per la sua arte e per la sua creatività.

 


 

 

Il concerto

 

Il 16 dicembre 2023, nella bellissima Sala del Cenacolo del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano, le note della rinata Serenata BWV 66a hanno risuonato in tutto il loro splendore.

Animata da quattro solisti d'eccezione,

Vario Zanolli

Karol Kusz

Federica Napoletani

Angela Hyun Jung Oh

e da La Risonanza al gran completo,

è stata una serata indimenticabile!

Video

Qui, il 21 marzo, giornata europea della musica antica, pubblicheremo il video del concerto che ha presentato la prima esecuzione della "nuova" Serenata BWV 66a.

Downloads

In questa sezione mettiamo a disposizione il materiale frutto della nostra ricerca e del nostro lavoro: un articolo (in inglese) di Karl Böhmer sugli aspetti scientifici della ricostruzione, il libretto tradotto da Carlo Vitali e la partitura musicale preparata da Jörn Boysen. Il download è gratuito, ma vi invitiamo a considerare di sostenere il nostro lavoro con una donazione libera. Anche con PayPal.

Se desiderate acquistare il materiale d’orchestra della Serenata BWV 66a, contattateci utilizzando il form contatti che trovate in fondo alla pagina

 

  • BWV 66a - a Reconstruction
  • Libretto
  • BWV 66a Score-Partitura
  • Ringraziamenti

    Il progetto La Serenata Ritrovata è stato realizzato grazie a un contributo speciale del MIC, Ministero della Cultura Italiano.

    Si ringrazia il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci per la gentile ospitalità.

    Discografia

    Alcuni dei momenti più belli della mia vita musicale, li ho vissuti registrando. Qui trovate un elenco dei numerosissimi dischi che abbiamo prodotto: quelli che ho registrato da solo, quelli che ho fatto con pochi amici, e quelli con molti. Sono tanti, forse troppi, ma tanti sono gli anni che mi vedono calcare le scene, soprattutto con La Risonanza. La registrazione che ha significato di più per me? Le cantate italiane di Handel, senz’altro. Il disco che mi ha coinvolto di più emotivamente? Didone e Enea. Quello che mi appassiona di più? Quello che non abbiamo ancora registrato, ma a cui stiamo già lavorando!